LE CRISI FINANZIARIE

La grande recessione

Una crisi finanziaria è una delle più svariate situazioni in cui alcune attività finanziarie perdono improvvisamente gran parte del loro valore nominale. Tutto ha avuto origine dalla crisi dei mutui subprime americani. I prestiti “subprime” sono prestiti concessi a soggetti con scarse garanzie di solvibilità, quindi con tassi più alti di quelli di mercato.

Presto la crisi divenne un fenomeno globale, perché molte imprese, famiglie e governi in tutto il mondo investono nella borsa americana, subendo forti perdite nel caso di crolli della borsa americana.

Anche le banche multinazionali subivano il contagio a causa del delevaraging: per far fronte alle perdite le banche vendono molte attività per limitare le perdite e per avere denaro liquido da restituire a clienti e creditori. Con la grande crisi internazionale, moltissime banche iniziarono a vendere titoli nello stesso momento, provocando un crollo della fiducia a livello internazionale.

All'origine di questo fenomeno la vertiginosa crescita del mercato immobiliare negli Stati Uniti, con il forte aumento dei prezzi delle abitazioni e la successiva espansione degli investimenti nel settore tale bolla speculativa si espanse di pari passo col costante apprezzamento delle case. L'indebitamento delle famiglie statunitensi provocò nel 2006 l'esplosione dei prezzi delle attività, e in particolare di quelli immobiliari; l'indebitamento aumentava al crescere del valore delle proprietà immobiliari. La caduta dei prezzi nel 2007 provocò l'esplosione del valore dei mutui a livelli superiori alla consistenza stessa del valore delle abitazioni.

La crisi dei mutui sub-prime, iniziò a manifestarsi nel 2006 e scoppiò nel 2008, anno in cui i risparmiatori statunitensi cominciarono a non ripagare più i mutui, dando avvio a un massiccio aumento dei pignoramenti (1,7 milioni di case coinvolte nel solo 2007)

La bolla immobiliare americana ed il successivo fallimento di Lehman Brothers provocarono ripercussioni economiche a livello mondiale. La produzione industriale in Europa a partire dall'autunno del 2008 calò bruscamente, per ridursi ulteriormente l'anno successivo con una pesante recessione che colpì l'intero mondo occidentale, mentre le economie emergenti (Cina, India, Brasile) accusarono solo lievi o poco consistenti flessioni del Pil. Il rapido contagio tra le economie del pianeta mise a nudo un'evidente dipendenza dei modelli di sviluppo dal commercio estero. In America Latina la crescita si attestò al 4,6 rispetto al 5,8% del 2007; i paesi più colpiti furono quelli dell'America centrale, esportatori di materie prime. L'economia cinese vide ridotta la crescita dal 13 al 9% con una riduzione dell'export, mentre i consumi privati mantennero un buon livello. L'India crebbe invece del 7,3 rispetto al 9,3% del 2007. clicca qui